Home » Privacy GDPR » Tracking pixel email privacy gdpr

Manca pochissimo. Il 29 ottobre 2026 scade il termine definitivo concesso dal Garante per la protezione dei dati personali per conformarsi alle nuove regole sull’uso dei tracking pixel nelle e-mail. Per moltissime aziende italiane che fanno marketing, newsletter o anche semplici invii commerciali, si tratta di una corsa contro il tempo per evitare sanzioni pesantissime.
🛡️ La tua azienda è protetta contro i cyber attacchi?
Richiedi un'analisi preliminare delle vulnerabilità per mettere al sicuro i tuoi dati operativi.
Se la tua impresa invia comunicazioni elettroniche e traccia l’apertura dei messaggi o i clic sui link senza i giusti accorgimenti, sei direttamente interessato. Vediamo cosa cambia e come evitare passi falsi prima della scadenza.
I tracking pixel (chiamati anche web beacon o spy pixel) sono piccolissimi file grafici invisibili inseriti all’interno delle e-mail. Quando il destinatario apre il messaggio, l’immagine si carica da un server esterno, registrando informazioni preziose: ora dell’apertura, indirizzo IP, dispositivo utilizzato e persino la posizione geografica.
Per il Garante Privacy, questa attività non è un semplice “dato statistico”, ma un vero e proprio tracciamento del comportamento degli utenti che rientra nelle regole del GDPR. Raccogliere questi dati all’insaputa del destinatario, magari basandosi solo sul “legittimo interesse” dell’azienda, non è più consentito.
Puoi approfondire la normativa leggendo l’articolo specifico sulle nuove regole per i tracking pixel pubblicate da Cybersecurity 360.
Per continuare a fare e-mail marketing senza rischiare sanzioni, ogni organizzazione deve compiere tre passi fondamentali:
Non puoi più attivare il tracciamento di default. Proprio come avviene per i cookie sui siti web, l’utente deve poter scegliere liberamente se accettare o meno il tracciamento prima che i pixel si attivino. Chi non acconsente deve poter ricevere l’e-mail normalmente, senza alcun tracciamento.
La privacy policy della tua azienda (e la specifica informativa sulle newsletter) deve spiegare chiaramente:
Quali tecnologie di tracciamento vengono utilizzate (inclusi i pixel);
Quali dati vengono raccolti (es. indirizzo IP, orario di apertura);
Con chi vengono condivisi questi dati (es. piattaforme di invio come Mailchimp, ActiveCampaign, ecc.);
Come l’utente può revocare il proprio consenso in qualsiasi momento.
Prima di avviare campagne di tracciamento di massa, l’azienda deve mappare i flussi di dati e valutare l’impatto sulla privacy dei destinatari tramite una Valutazione di Impatto (DPIA), soprattutto se i dati vengono trasferiti extra-UE dalle piattaforme di invio.
Adeguare l’invio delle e-mail non è solo un obbligo, ma un modo per costruire un rapporto di fiducia con i tuoi clienti. Per verificare se le tue campagne sono a norma prima della scadenza, prenota una verifica rapida con i nostri servizi di consulenza GDPR per aziende.
Il 29 ottobre è alle porte. Continuare a tracciare le e-mail “alla vecchia maniera” espone l’azienda a rischi legali concreti. Passare a un sistema di tracciamento basato sul consenso è l’unica strada per proteggere il business e valorizzare la privacy dei propri utenti.
"Utilizziamo cookie e tecnologie simili per garantire il corretto funzionamento del sito e analizzare il traffico in sicurezza. Puoi personalizzare o revocare il tuo consenso in qualsiasi momento