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Negli ultimi mesi l’adozione delle Passkey è stata promossa come uno dei pilastri fondamentali per superare l’era delle password tradizionali. Tuttavia, la telemetria di sicurezza dell’ultima settimana evidenzia un’evoluzione preoccupante: l’emergere di nuovi attacchi infostealer passkey aziendali, sviluppati dai cybercriminali per estrarre direttamente dai browser e dai gestori di credenziali locali i token crittografici necessari ad impersonare i dipendenti.
Questa minaccia dimostra che la semplice rimozione delle password non garantisce un’immunità totale, specialmente quando le workstation aziendali vengono infettate da malware in grado di agire direttamente all’interno delle sessioni utente attive.
A differenza dei classici attacchi di phishing che cercano di intercettare stringhe di testo, gli attacchi infostealer passkey aziendali agiscono direttamente sulla memoria locale e sulle componenti software del dispositivo compromesso.
Estrazione dei Token di Autenticazione: Quando un utente autentica una sessione tramite Passkey, il browser conserva chiavi temporanee e cookie di sessione. Gli infostealer più recenti sono programmati per bypassare le protezioni integrate del sistema operativo e clonato questi asset in pochi secondi.
Aggiramento dei Fattori Hardware: Se la Passkey non è ancorata tassativamente a un chip di sicurezza fisico separato (come una YubiKey), il malware eseguito con i permessi dell’utente può intercettare le chiamate API del gestore di credenziali software.
Vendita nei Market del Dark Web: I log rubati, contenenti l’intera “impronta digitale” della sessione di lavoro del dipendente, vengono venduti in tempo reale nei forum criminali, consentendo agli acquirenti di accedere ai portali aziendali senza generare alert di login sospetti.
Per consultare le raccomandazioni internazionali sugli standard di gestione delle credenziali passwordless, è possibile fare riferimento alle linee guida sulla sicurezza delle credenziali di ENISA.
Per mitigare l’impatto degli attacchi infostealer passkey aziendali, le organizzazioni devono adottare misure di hardening sia sul piano tecnologico che su quello comportamentale.
La protezione più solida consiste nel richiedere che le Passkey aziendali vengano generate e conservate esclusivamente all’interno di token fisici dedicati (FIDO2/WebAuthn hardware). In questo modo le chiavi private non risiedono mai nella memoria del computer e non possono essere estratte dai malware.
Applicare policy di gruppo (GPO/MDM) per impedire il salvataggio non protetto delle credenziali nei browser di navigazione standard. L’impiego di password manager aziendali centralizzati con cifratura a livello di memoria riduce drasticamente la superficie attaccabile.
Gli infostealer penetrano nella rete aziendale quasi sempre tramite allegati malevoli, software piratato o siti compromessi visitati dal personale. Aumentare il livello di consapevolezza degli operatori rappresenta la prima vera barriera di difesa.
Il fattore umano rimane il principale punto di ingresso per le infezioni da infostealer. Per addestrare la tua squadra a riconoscere ed evitare le trappole dell’ingegneria sociale, scopri i nostri programmi di Cyber Security Awareness aziendale.
Gli attacchi infostealer passkey aziendali ricordano a tutte le organizzazioni che la sicurezza informatica è un processo in continua evoluzione. L’adozione di nuove tecnologie di autenticazione deve essere sempre affiancata dalla protezione degli endpoint e da una costante formazione del personale, per evitare che un singolo dispositivo compromesso metta a rischio l’intera infrastruttura cloud dell’azienda.
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