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Truffa rimborso TARI PagoPA

Truffa rimborso TARI PagoPA

Truffa Rimborso TARI PagoPA: Allarme Phishing carte 2026

Negli ultimi giorni le strutture di difesa cibernetica nazionali hanno intercettato un improvviso cambio di strategia da parte delle reti criminali che colpiscono gli utenti italiani. La nuova truffa rimborso TARI PagoPA non usa più la paura di una sanzione o di una multa non pagata, ma la promessa di un accredito economico inatteso: un presunto rimborso per un pagamento in eccedenza della TARI (la tassa sui rifiuti) per un importo credibile di circa 95 euro.

Sfruttando i loghi ufficiali, la grafica istituzionale di PagoPA e la leva psicologica del guadagno immediato, i criminali riescono a disarmare l’attenzione delle vittime, inducendole a consegnare i dati bancari più riservati.

🔍 Come funziona la truffa rimborso TARI PagoPA

L’analisi tecnica condotta dagli esperti evidenzia un attacco “a imbuto” sviluppato in più fasi progressive, ideato per ridurre il sospetto dell’utente e massimizzare la raccolta di dati sensibili.

  • La trappola del finto portale: L’utente riceve una comunicazione via e-mail o SMS con un link che conduce a un sito civetta graficamente identico al portale PagoPA. Per verificare la pratica, la prima schermata richiede unicamente il codice fiscale o il numero della carta d’identità.

  • L’esca dell’eccedenza TARI: Inseriti i primi dati, la pagina mostra un finto esito positivo che conferma un credito a favore dell’ utente (es. 95,00 € per rettifica TARI).

  • La richiesta dei dati della carta di credito: Per accedere all’accredito, la vittima viene trasferita all’ultimo modulo in cui si richiedono il nome completo, l’indirizzo, il numero della carta di pagamento, la data di scadenza e il codice CVV/CVC.

Per consultare l’elenco dei domini malevoli dismessi e gli indicatori di compromissione (IoC) aggiornati, è possibile verificare l’ultimo avviso di allerta del CERT-AgID.

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🛠️ Come difendersi e proteggere la propria organizzazione

Nessun ente pubblico o piattaforma di pagamento governativa richiede l’inserimento dei dati completi di una carta di credito (incluso il codice di sicurezza CVV) per erogare un rimborso. Per evitare di cadere nella truffa rimborso TARI PagoPA, è fondamentale applicare alcune regole di igiene digitale:

1. Diffidare dei rimborsi via SMS o e-mail dirette

Le Pubbliche Amministrazioni e la piattaforma PagoPA non inviano mai messaggi contenenti link diretti per l’accredito di somme di denaro su carte private. Eventuali rimborsi fiscali o tributari avvengono esclusivamente tramite canali protetti (Cassetto Fiscale, App IO) o bonifico su IBAN verificato.

2. Verificare attentamente la barra degli indirizzi (URL)

I domini utilizzati dai truffatori imitano le parole chiave istituzionali, ma utilizzano estensioni insolite o errori di ortografia. I portali governativi e regionali legittimi utilizzano unicamente domini ufficiali .it o .gov.it.

3. Bloccare immediatamente la carta in caso di inserimento dati

Se si sono digitate le credenziali della carta sul sito civetta, è indispensabile contattare subito la propria banca per il blocco della carta, monitorare i movimenti ed sporgere denuncia alle autorità competenti.

L’ingegneria sociale continua ad evolversi capovolgendo le leve psicologiche degli utenti. Per addestrare i dipendenti della tua azienda a riconoscere le e-mail ingannevoli e le false notifiche di pagamento, scopri i nostri servizi di Cyber Security e la conformità GDPR

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Truffa rimborso TARI PagoPA conferma come le minacce informatiche sappiano adattarsi rapidamente, sostituendo la paura di una multa con l’illusione di un credito. Mantenere elevata la consapevolezza individuale e verificare sempre la fonte prima di condividere dati finanziari rimane l’unica reale protezione contro il phishing di nuova generazione.

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